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Las Vegas

Los Angeles: un po’ di storia

La tentacolare metropoli di Los Angeles occupa il fondo di un grande bacino desertico in una composizione colorata di fast-food, centri commerciali, palme e piscine ed è circondata da montagne dalle cime nevose e dall’Oceano Pacifico.

Queste sono tutte le caratteristiche che mi hanno fatto innamorare di essa: fast-food che ricordano serie tv americane, centri commerciali abnormi, palme così verdi che si intonano col giallo delle strisce stradali e con il blue dell’Oceano, non per ultime le bellissime Pharmacy da cui sono tremendamente attratta ed in cui puoi trovare di tutto, dai farmaci al cibo.

Los Angeles può sorprendervi con un forte senso di familiarità.

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Scatto alla downtown tra il traffico di Los Angeles

L’industria cinematografica ha giocato un ruolo importante nel rendere popolare immagini della città, fino da quando arrivò il primo produttore durante il primo decennio del secolo attratto dal clima che permetteva di fare riprese in esterni durante tutto l’anno, dalla grande quantità di terreni aperti a buon mercato su cui costruire i propri elaborati set e da una collezione di paesaggi abbastanza variati nelle vicinanze da poter fare da scenario ad azioni ambientate praticamente ovunque nel mondo.

Da allora il denaro e il fascino di Hollywood hanno calamitato migliaia di aspiranti attori, scrittori, progettisti e rock-star.

Il mito del successo facile è parte integrante della mentalità di Los Angeles così come lo è la prospettiva dell’arrivo di un prossimo disastro: straripamenti, incendi e terremoti sono qui parte integrante della vita e la coesistenza di entrambi gli estremi dà alla città una fisionomia unica, di posto in bilico, quasi senza freni.

Los Angeles è certamente unica al mondo ed è anche una città molto giovane.

Appena cento anni fa era una comunità composta di due culture in equilibrio tra loro: gli immigrati americani bianchi e i proprietari di ranch messicani, con una popolazione inferiore alle 50.000 unità.

Fu soltanto dopo il completamento della linea ferroviaria transcontinentale che la città cominciò veramente a crescere, da allora la popolazione è raddoppiata ogni 10 anni.

Altri fattori che nel tempo hanno contribuito alla crescita di Los Angeles sono stati il boom demografico, la scoperta del petrolio e la realizzazione dell’acquedotto che portava finalmente acqua potabile nella zona desertica.

Centinaia di migliaia di persone si sono riversate nella zona, attirate dalla prospettiva di vivere in un paradiso subtropicale.

Gli apprezzamenti dei ranch  sono stati suddivisi in innumerevoli lotti suburbani e in una gran quantità di nuove cittadine.

Chi speculava sulla terra ha pubblicizzato con successo un’immagine di Los Angeles che sopravvive sino ai nostri giorni, il cui simbolo più noto è quello di una casa per la famiglia in zona residenziale suburbana, con piscina e garage per due macchine, circondata di alberi d’arancio, situata tra le montagne e l’Oceano in una meravigliosa terra piena di sole.

Gli anni del vero boom economico e demografico furono quelli successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando gran parte dei veterani che erano passati di qui nel loro viaggio verso le zone di guerra del Pacifico del Sud decisero al loro ritorno di stabilircisi, acquistando case grazie a sovvenzioni governative e trovando lavori ben pagati nell’industria aeronautica in via di espansione.

Tuttavia, il Sud della California è stato colpito duramente dai tagli economici successivi alla fine della guerra fredda e la percentuale i disoccupazione toccò il 10%, con un conseguente aumento della criminalità.

I molti musei edificati durante gli anni ’80 riflettono il suo emergere come centro internazionale delle arti visive e l’edificazione di grattacieli in centro è la prova della sua posizione chiave, per quello che riguarda l’alta finanza, tra l’America e l’Estremo Oriente.

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Immagine dal web – Temple Street

Tuttavia le grandi contraddizioni che attirano ad andare ad abitare o solo visitare una città che ha ben 50.000 senza tetto contemporaneamente a uno degli standard di vita più alti del mondo sono potenzialmente esplosive.

I disordini razziali fanno parte integrante della storia di Los Angeles, proprio come il commercio cinematografico.

Il programma di ricostruzione di Los Angeles, iniziato quattro anni fa nel South Central, deve ancora fare molto per riparare i danni causati dalle sommosse del 1992.

Gli spazi vuoti hanno preso il posto dei supermercati ed è sicuramente più facile acquistare una bottiglia di whisky che generi alimentari; ma le cicatrici psicologiche sono molto più profonde.

Quando nel 1955 l’avvocato difensore di Johnnie Cochran scelse di giocare la “carta basata sulla discriminazione razziale” per il processo del duplice omicidio perpetrato dal campione O.J. Simpson, fece appello ai problemi e ai sentimenti della città o, come qualcuno direbbe, di tutta l’America contemporanea.

A seguito di questo caso giudiziario, denominato “il processo del secolo” il fascino di Los Angeles è stato arricchito con parole quali gloria, denaro e sesso dai numerosi corrispondenti legali, i cui nomi riecheggiavano costantemente nell’aula del tribunale.

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Immagine dal web – Los Angeles nel 1900

A Los Angeles e nella California sono stati trovati resti umani risalenti a circa 12.000 anni A.C. quindi è probabile che fosse abitata già prima delle popolazioni indiane dei Tongva e dei Chumash (che risalgono a circa 6.000 anni A.C.).

Gli europei approdarono nel 1542, Juan Cabrillo esplorò quasi tutto il territorio e in un paio di secoli la California cadde sotto il predominio spagnolo.

 Nel 1769 il governatore Gaspar de Portolà organizzò una spedizione con i francescani Junìpero Serra e Juan Crespi, per colonizzare la zona di Los Angeles.

Dopo un paio di anni frate Juan Crespi notò una zona ideale per  una nuova missione ma frate Junìpero Serra lo anticipò fondandone una verso Whittier Narrows.

Il 4 settembre 1781, però, 44 coloni messicani abbandonarono questa missione e fondarono un nuovo insediamento colonico nella zona indicata dieci anni prima da frate Juan Crespi .

Tale insediamento fu chiamato “El Pueblo de Nuestra Señora la Reina de Los Angeles sobre El Rio Porciùncula”, attuale Los Angeles.

 

 

Il Grand Canyon: Sua Maestà

Secondo il naturalista John Muir, il Grand Canyon è il <<più formidabile luogo creato da Dio sulla Terra>>.

E come dargli torto?

Ricordo esattamente l’emozione che ho provato la prima volta che l’ho visto.

Premetto che l’aspettativa che avevo era completamente distorta dalla realtà: immaginavo di arrivare e di trovare delle grandi formazioni di roccia alte davanti ai miei occhi (catapultando la mia immaginazione alla realtà, era come se mi aspettassi di arrivare ai piedi del Grand Canyon, il che non mi dispiacerebbe dato che uno dei miei sogni è raggiungere il fondo e passare la notte nel canyon a guardare le stelle).

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On the road verso il Grand Canyon

Dopo aver parcheggiato la macchina ho percorso un grande viale seguendo le varie indicazioni e pian piano che mi avvicinavo vedevo un muretto alla fine del viale che delineava il perimetro del Village e mi domandavo: “ma questo Canyon dov’è?”.

Una volta giunta in prossimità del muretto, voilà, lo spettacolo più bello che i miei occhi avessero mai visto, il paesaggio roccioso era lì “sotto” di me ed era così bello da togliere il fiato.

La realtà che supera le aspettative, supera l’immaginazione e ti trascina in un vortice di emozioni da lasciarti letteralmente senza parole.

Ricordo di essere rimasta a guardarlo per ore, all’inizio senza parlare, senza scattare una foto, senza voltarmi verso il mio gruppo per vedere la loro reazione, ero completamente assorbita dalla meravigliosa natura così travolgente ed emozionante.

La mia emozione in una parola? Speechless. Completamente muta perchè a volte le parole non servono…

Il Grand Canyon ha travolto i miei sensi attraverso le sue immense dimensioni, le sue forme di erosione e le combinazioni di colore uniche.

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Grand Canyon, Luglio 2012, ore 16

Sebbene non sia stato cartofragato con precisione fino al XIX secolo, fu scoperto nel 1540 dallo spagnolo Garcia Lòpez de Càrdenas.

Questa impressionante gola si è formata circa sei milioni di anni fa, quando il fiume Colorado, lo scultore di questo paesaggio, iniziò ad aprirsi il varco attraverso una pianura rocciosa – innalzatasi a 2723 metri di altezza in seguito allo scontro tra la placca del Pacifico e quella dell’America del Nord – e lasciò allo scoperto sedimenti rocciosi di oltre due miliardi di anni.

Questi sedimenti andavano dal Precambriano al Cenozoico.

In seguito, l’erosione ha contribuito a modellare le capricciose forme di questo capolavoro della natura.

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Grand Canyon, Luglio 2012 ore 19

Sul fondo del Grand Canyon, la temperatura piò raggiungere i 50°C, tuttavia le caratteristiche del rilievo hanno creato una grande diversità di microclimi nei quali vivono 1.500 specie di piante e 450 di animali, come la pecora delle Montagne Rocciose, lo scoiattolo di Kaibab o il crotalo.

Durante la mia visita del 2013 al Grand Canyon, ho avuto modo di vedere dei bellissimi cervi e il Condor della California.

I cervi si sono fatti avvicinare ad una distanza di circa 4 metri e camminavano tranquillamente per strada tra i turisti che con cautela si fermavano per fotografarli.

Il consiglio è di rispettare loro e l’ambiente in cui vivono, è prudente non avvicinarsi troppo perchè può risultare pericoloso specialmente durante alcuni momenti della loro vita, come il periodo del parto (maggio, giugno e luglio) e quando sono in calore (settembre ed ottobre).

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Grand Canyon Village
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Grand Canyon Village

Il Condor invece sono riuscita a vederlo ad una distanza di circa 15 metri, poggiato su una bellissima roccia e con un grande numero sul corpo poiché vengono numerati e studiati  a causa del calo vertiginoso del numero di esemplari; motivo principe l’avvelenamento da piombo a causa dell’ingestione di frammenti di pallottole che trovano nelle carcasse della selvaggina ferita e non recuperata dai cacciatori.

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Condor in lontananza
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Condor fotografato con zoom

Nel settembre del 2008 è entrato in vigore in California un regolamento che vieta le munizioni contenenti piombo in tutti gli areali frequentati dai condor e in Arizona lo Stato distribuisce gratuitamente munizioni esenti da piombo; inoltre, per scongiurare il pericolo di una sua definitiva scomparsa, sono stati avviati programmi di riproduzione controllata di alcuni esemplari per cercare di ripopolare la regione.

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Condor nel Grand Canyon

Da Las Vegas al Grand Canyon Village ho impiegato circa 4 ore e mezza per arrivare: ho percorso  I-515 S/US-93 S/US-95 S, ho seguito US-93 S e I-40 E in direzione di AZ-64 N/Historic Rte 66 a Williams ed ho preso l’uscita 165 daI-40 E, poi ho svoltato a sinistra e preso AZ-64 N/Historic Rte 66.

Presso il Grand Canyon Village c’è un negozio di souvenir molto bello in cui potete fare acquisti; io ho comprato un quadro di piccole dimensioni (al costo di 30 dollari), un calendario che mi ha accompagnata per tutto l’anno 2013 (al costo di 16 dollari), la cancelleria per la scuola da regalare alla mia sorellina (quaderno a righe, quaderno a quadretti, penna, matita e gomma al costo di 12 dollari) ed una busta rigida che ho regalato a mia madre (al costo di 6 dollari).

Dove dormire?

Dormire all’interno del Grand Canyon è un’esperienza unica!

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Grand Canyon Village
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Acqua di fonte gratuita per riempire le bottigliette

Io sono arrivata nel primo pomeriggio ed ho ammirato il Grand Canyon in tutta la sua lucentezza ma il posto è diventato davvero magico quando il sole è iniziato a tramontare e i colori del Grand Canyon diventavano sempre più rossi.

E quando il sole tramonta?

Quando in alto c’è la luna, il cielo è scurissimo e ci sono cosi tante stelle da rimanere incantati a guardarle per ore, è uno spettacolo di cui non vi pentirete quindi fatevi il regalo di concedervi una notte lì perchè è un’esperienza davvero suggestiva.

E non è finita qui perchè l’indomani godrete di un’alba che non vi dimenticherete per il resto della vostra vita.

All’interno del Grand Canyon ci sono varie strutture in cui soggiornare tra cui

  • nel West Rim: Hualapai Ranch (gestito dagli indiani), Hualapai Lodge (si trova precisamente a Peach Springs); Grand Canyon Western Ranch Resort (si trova a circa mezz’ora di auto dal Gran Canyon Skywalk, la passerella panoramica totalmente sospesa in aria sulle profondità del Canyon a 360 metri di altezza, composta da  materiale trasparente che rende tutto ancora più adrenalinico);
  • nel North Rim: Grand Canyon Lodge, gode di una bellissima veduta sul Grand Canyon, grazie alla terrazza panoramica di cui è provvisto ma il consiglio è di tenere in considerazione la chiusura che combacia con quella del Grand Canyon North Rim. Per chi invece volesse andare dal 15 maggio al 15 ottobre (periodo di apertura), si appresti a prenotare quanto prima perché il lodge è molto richiesto dai visitatori;
  • nel South Rim: El Tovar Hotel (alcuni bungalow hanno la vista sul canyon); Yavapai Lodge (dista 10 minuti a piedi dal Centro Visitatori e nel prezzo include il servizio navetta per i movimenti nei dintorni del parco); Bright Angel LodgeKachina Lodge (disponde di alcune camere con finestra panoramica sul canyon); Thunderbird Lodge;  Maswik Lodge;
  • sul fondo del Grand Canyon: Phantom Ranch, un’oasi storica sul lato nord del fiume Colorado e raggiungibile a dorso di un mulo, a piedi o in rafting sul Colorado. Inutile dire quanto sia richiesto dato che è l’unico alloggio lì quindi è, oltre che fortemente consigliato, in pratica obbligatoria una prenotazione tempestiva rispetto al periodo in cui vorrete soggiornare.

Qualora trovaste difficoltà nel prenotare gli alloggi all’interno del parco, potete alloggiare nelle zone limitrofe quali Tusayan, Valle, Flagstaff, Tuba City, Williams, sicuramente più economiche e con maggiore disponibilità.

Per chi non si accontenta di godere della “sola” veduta o di scendere fino al fondo del Grand Canyon, ci sono dei tour mozzafiato che prevedono il tour in elicottero del Grand Canyon West + la diga di Hoover, il tour in aereo + lo skywalk, il tour in autobus al Grand Canyon West e il tour in elicottero + crociera sul fondo del Grand Canyon.

Per tutte le informazioni vi consiglio di consultare il sito ufficiale del Grand Canyon National Park.

Ora non vi resta che prenotare la vostra visita in uno dei parchi più belli mondo in base alle vostre esigenze e a quello che più vi piace, rimarrete estasiati da tutto ciò che il Grand Canyon saprà regalarvi.

Enjoy!

 

September 11 🇺🇸 Never forget 🇺🇸

L’attacco al cuore degli Stati Uniti

L’11 settembre 2001, il territorio continentale statunitense ha subito la più grave aggressione della sua storia.

Quattro aerei commerciali con passeggeri a bordo, sequestrati da integralisti islamici suicidi, sono stati lanciati contro le celebri Twin Towers di Manhattan, contro il Pentagono di Washington e in una zona rurale disabitata nei pressi di Pittsburgh.

Gli attentati, perfettamente pianificati, miravano ad ottenere la massima ripercussione.

A ciò si deve la scelta degli obiettivi – si crede che l’obiettivo originario dell’aereo caduto nei pressi di Pittsburgh fossero la Casa Bianca, il Campidoglio o la residenza estiva presidenziale di Camp David, poi il Pentagono, centro nevralgico della difesa statunitense, e il World Trade Center di Manhattan, simbolo del potere economico della grande potenza – e la cadenza degli orari: il secondo aereo si è lanciato contro la torre sud 18 minuti dopo il primo contro la torre nord, il tempo necessario per permettere a mezzo mondo di vedere le immagini in diretta.

Infatti chi non si ricorda di aver assistito in diretta tv alla tragedia?

“E’ stato un attacco dovuto ad una estrema mancanza di umanità di alcuni che ha portato a straordinari atti di coraggio e di dedizione di altri.

Nessun gruppo incarna il senso di devozione e di servizio tanto quanto il FDNY, il corpo dei vigili del fuoco di New York.”

New York City, 11 Settembre 2011

(Citazione dalla commemorazione a Ground Zero, 10 anni dopo).
…OGNUNO DI NOI RICORDA DOV’ERA E COSA FACEVA IN QUEL MOMENTO DELL’UNDICI SETTEMBRE 2001…

 

Remember and honor the thousands of innocent men, women, and children murdered by terrorists in the horrific attack of September 11, 2001.

Respect this place made sacred through tragic loss.

Recognize the endurance of those who survived, the courage of those who risked their lives to save others, and the compassion of all who supported us in our darkest hours.

May the lives remembered, the deeds recognized, and the spirit reawakened be eternal beacons, which reaffirm respect for life, strengthen our resolve to preserve freedom, and inspire an end to hatred, ignorance and intolerance.

Foto scattate durante la mia visita al 9/11 Memorial, nell’anno 2013.

Niente è paragonabile all’emozione che ho provato davanti alle due grandi fontane scavate in profondità, in corrispondenza del sito su cui sorgevano le Torri gemelle.

Un grande silenzio mi ha avvolta, un profondo senso di rispetto ed ammirazione per quello che era stato e ciò che è divenuto.

Il risultato di tanta forza di volontà, di tanto lavoro e di tanto dolore, un forte segno di rinascita, nonostante tutto.

NEVER FORGET.

 

Documenti necessari

Il Programma Viaggio senza Visto (Visa Waiver Program) consente ai cittadini stranieri di alcuni paesi di viaggiare negli Stati Uniti per affari o per piacere e di rimanere fino a 90 giorni senza ottenere un visto.

Per l’ingresso dei cittadini italiani (senza visto) negli Stati Uniti d’America è necessario essere in possesso di:

  • Passaporto elettronico (ossia passaporto con microchip inserito frontalmente nella copertina) in corso di validità (hanno una numerazione a 9 cifre, di cui 2 lettere e 7 numeri); per informazioni riguardanti la documentazione necessaria per ottenere il passaporto elettronico clicca qui;

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  • ESTA (Electronic System for Travel Authorization), iscrivendosi al Visa Waiver Program (VWP), procedura che può essere fatta fino a 72 ore prima della partenza, ha validità di 2 anni ed è rilasciata online dall’autorità statunitense previo pagamento di una tassa ($ 14 circa a persona a mezzo di carta di credito). Per ottenere l’ESTA andare sul sito cliccando qui;

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  • Viaggiare esclusivamente per affari e/o turismo;
  • Rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni;
  • Possedere un biglietto di ritorno.

In mancanza di anche uno solo dei requisiti elencati è necessario richiedere il visto.

 

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Los Angeles: il mio paradiso

“Home is where the heart is”

Los Angeles è la prima città degli Stati Uniti che ho visitato ed è anche quella che mi ha conquistato il cuore.

Difficile spiegare cosa di essa mi abbia in particolar modo colpita, è stato un colpo di fulmine ed è un amore incondizionato.

Col tempo ho imparato che la maggior parte delle persone non rimangono piacevolmente colpite da questa città, o la si ama o la si odia.

Questo mi da un piccolo senso di soddisfazione, se pur egoistico, perchè credo che non sia una città per tutti e ai miei occhi la rende ancora più affascinante.

E’ fatta per me e ne sono anche orgogliosamente gelosa, è la città in cui mi sento libera, quella in cui passeggiare per la Ocean Front Walk fa di me la ragazza più felice del mondo.

L’emozione più forte è stata vedere le torrette dei guarda spiaggia divenire sempre più reali davanti ai miei occhi man mano che mi avvicinavo… per me che sono cresciuta con il telefilm “Baywatch” è stato come vivere un sogno.

Mi sono sentita completamente distaccata dalla realtà, ero sola, io e “le mie” torrette, in una realtà tutta mia, quella che avevo sempre sognato e che quel telefilm mi aveva già fatto vedere molti anni prima.

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